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Divagazioni Domenicali, giullari della vita.

Ci sono giorni che trascorrono silenziosi, altri rumorosi, pieni di impegni, il telefono che squilla di continuo e tutti ti cercano… Tutto questo fa piacere, sarebbe bello venisse diluito, invece no tutto concentrato in poco tempo soprattutto l’ora di pranzo, quando sei li impegnato tra i fornelli e rischi di bruciare tutto.

Tutto questo mi fa pensare, vi sono momenti di solitudine, quando tu avresti necessità di comunicare è nessuno si sintonizza con te, al contrario quando ti senti felice, sembra se ne accorgano tutti, tutti vogliono condividere questa felicità, come se volessero rubartela oppure viverla con te. È solo una mia impressione?

L’uomo parassita della terra

Il parassita è quel qualcosa che si nutre di un altro essere che lo ospita, spesso questo parassita è utile per far sopravvivere chi lo ospita, può anche essere dannoso portando alla morte chi lo ospita…

Noi che siamo?                                         

Questo post è stato copiato dal Blog di:  Eleonor con lo scopo di rendere partecipi voi tutti su un problema così importante ed attuale sulle forme di intolleranza alimentare come il Glutine, ormai le intolleranze ma anche le(allergie) fanno parte della nostra vita… Spero sia uttile sapere

                                                                  Ajò

             

 

CIAO A TUTTI!!

DA QUALCHE MESE HO SCOPERTO DI ESSERE INTOLLERANTE AL LATTOSIO, VISTO CHE C è TANTA GENTE CHE è INTOLLERANTE E STA MALE MA NON SA MAGARI DI ESSER INTOLLERANTE AL LATTOSIO HO DECISO DI SCRIVERE ALCUNE INFORMAZIONI E INOLTRE TROVERE TE LA LISTA DEI CIBI CHE CONTENGONO LATTOSIO, DIAGNOSI, TERAPIA, OVVIAMENTE DOVETE RIVOLGERVI SUBITO AL VOSTRO MEDICO E AD UN GASTROENTEROLOGO COMPETENTE SE AVETE DI QUESTI SINTOMI, HO MESSO ANCHE IL NOME DELLA STRUTTURA DOVE SONO IN CURA IO PER CHI è DELLA SARDEGNA. SE AVETE BISOGNO DI ALTRE INFORMAZIONI BASTA CONTATARMI CON UN MESSAGGIO.

 

 

Intolleranza al lattosio

Che cos’è?

Come si manifesta?

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità a digerire una quantità significativa di lattosio, il principale zucchero del latte. Questa incapacità è causata dalla mancanza della lattasi un enzima prodotto, normalmente, dalle cellule del piccolo intestino. La lattasi degrada lo zucchero del latte in composti più semplici che passano nel sangue. Una quantità di lattasi insufficiente a digerire il lattosio, anche se non comporta alcun pericolo, potrebbe essere causa di stati di stress. Tutte le persone con una deficienza all’enzima lattasi, pur essendo intolleranti al lattosio, possono anche non manifestare i sintomi.

È consigliabile a chi soffre di questi sintomi di recarsi in una struttura specializzata di gastroenterologia.

Solo così con vari esami e un consulto medico potrete risolvere il problema.

I sintomi più comuni sono nausea, crampi, gonfiori, gas e diarrea che inizia dopo circa 30 minuti o 2 ore dal consumo di lattosio. La gravità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio tollerata da ciascun individuo.

ATTENZIONE!!!

Lattosio nascosto

Anche se il latte ed i prodotti lattiero-caseari sono l’unica fonte naturale, il lattosio viene spesso aggiunto ai cibi preparati. Le persone con una tolleranza al lattosio molto bassa dovrebbero conoscere i prodotti alimentari che potrebbero contenere anche una piccola quantità di lattosio come:

   pane ed altri prodotti da forno

   Corn flakes per prima colazione

   Patate precotte, minestre, bevande per prima colazione

   margarina

   Carne

   Condimenti per insalate

   Caramelle ed altri snack

   Preparati frittelle, biscotti e dolci

   Carne tritata-integratori

Diagnosi-

 come scoprire la malattia

test comunemente usati per misurare l’assorbimento del lattosio da parte dell’apparato digerente sono: il test di tolleranza al lattosio, il test di respirazione ed il test di acidità delle feci. Questi vengono tutti eseguiti in ospedale, clinica o ambulatorio medico su pazienti di base esterni.

         Il test di tolleranza al lattosio viene eseguito su individui posti a digiuno. si chiama “breath test” Prima del test l’individuo deve bere un liquido con del lattosio. Diversi campioni di sangue vengono poi dopo un circa 2 ore al fine di misurare il livello di glucosio nel sangue (zuccheri nel sangue) che indica la capacità del corpo a digerire il lattosio.  

         IL TEST:

H2 LATTOSIO BREATH TEST (per ricerca intolleranza al lattosio)

È un test del respiro con il quale si cercano le intolleranze al lattoso. Il paziente, a digiuno, beve una soluzione di acqua e lattosio, poi soffia in provette o sacchetti a intervalli di 15-30 minuti per 4 ore. La presenza di una anomala quantità di idrogeno nell’aria espirata permette di fare diagnosi.

 

 

         Normalmente, quanto il lattosio raggiunge l’apparato digerente, viene scisso a glucosio e galattosio dall’enzima lattasi . Successivamente, il fegato trasforma il galattosio in glucosio il quale, entrando nel flusso sanguigno, innalza il livello di glucosio del sangue di una persona. Se il lattosio viene completamente scisso, il livello di glucosio non aumenta ed il che conferma una diagnosi per l’intolleranza al lattosio.

         Con l’ausilio di del test della respirazione viene invece misurata la quantità di idrogeno presente nel respiro di una persona. Normalmente, viene rilevata soltanto una piccolissima quantità di idrogeno. Tuttavia, il lattosio non digerito viene fermentato dai batteri nel colon dove si formano vari gas tra cui l’idrogeno. L’idrogeno viene assorbito dall’intestino, attraverso il sangue trasportano ai polmoni e qui esalato. Nel test, il paziente assume una bevanda piena di lattosio, dopo di che il suo respiro viene analizzato ad intervalli regolari. Un aumento del livello di idrogeno nel respiro indica un’impropria digestione di lattosio. Alcuni cibi, cure mediche e sigarette possono influire sull’esattezza del test e, quindi, dovrebbero essere evitati prima di farlo. Il test è eseguito sui bambini ed adulti.

         Se il breath test è incerto allora il proprio medico richiederà il test genetico.

         L’enzima lattasi può essere assunto sotto forma di pastiglie o gocce che verranno prescritte dal  medico specialista che vi avrà in cura.Vanno assunte 30 minuti prima di ingerire pasti con il lattosio, regolatevi bene con le quantità. 

 Per le tabelle omesse potete vederle nel sito di Eleonor

contengono lattosio anche i piselli, barbabietole, fagioli secchi, carni e pesce in scatola, alcuni salumi(il prosciutto cotto, salame, mortadella..(il prosciutto crudo no)tutti i salumi preparati con derivati del latte,wustel, besciamella, frattaglie, polpette di carne, carne e pesce affumicato, farine lattee, pane e biscotti al latte, brioche , pasticcini, burro, cioccolato e dolci vari  Per chi riesce a tollerare minime parti di lattosio ecco cibi che Contengono poco lattosio: (da preferire quelli stagionati a quelli freschi): asiago,cacciocavallo, cacciotta toscana, certosino,Emmental,fontina, gorgonzola, grana padano e parmigiano reggiano, mascarpone, Mozzarella, pecorino fresco, pecorino romano , provola affumicata, provola dolce, provola piccante, robiola,scamorza, stracchino e taleggio.

Sempre per chi può tollerare minime quantità di lattosio abbiamo latte come:

(zymil, accadi)

Latte privo di lattosio:((latte di soia, riso.))

Leggete bene anche le scatole e i foglietti illustrativi dei farmaci perché anche molti farmaci contengono lattosio.

Molte aziende producono prodotti senza lattosio, come salumi, latte, dolci ect…

Troverete questi prodotti in farmacia o nei migliori supermercati e ipermercati.

Attenzione anche qui però perché alcuni prodotti anche se sono vegetali possono contenere tracce di lattosio o proteine del latte, quindi è bene leggere attentamente gli ingredienti nella scatola.

Per chi come me soffre di questo disturbo e ancora non lo sa se siete di Cagliari o provincia o della Sardegna potete rivolgervi al reparto di gastroenterologia San Michele,” BROTZU”

Di Cagliari, è una struttura molto competente e di alta qualità.

Se vi serve qualche informazione scrivetemi messaggi.SCUSATE SE HO PUBBLICATO IL TUTTO IN DIECI PARTI SO CHE PER VOI SARà SCOMODO LEGGERE PERò NON DIPENDE DA ME MA DALLA CAPIENZA DELL’ INTERVENTO, HO DOVUTO DIVIDERE TUTTO PERCHè NON ERA POSSIBILE PUBBLICARLO PER LA VASTITà DEI CARATTERI COMPRESI NELL’INTERO INTERVENTO.BUONA SERATA A TUTTI,

                                                                                           °°ELEONOR°°

Spesso mi coglie un senso di apatia, poi nel silenzio mi accorgo che non si può essere indifferenti.

Il caldo e il freddo sono sensazioni del corpo, ti basta un suono, un’immagine, un odore, ti fanno sussultare, facendoti capire quanto la vita abbia un senso solo se la vivi come protagonista.

Ora mi siedo nel mio scoglio guardo l’infinito, tra cielo e mare, nuvole che si aprono all’orizzonte, raggi di sole, per dirti che esisti facendoti vivere emozioni che vanno ben oltre l’Apatia vissuta nel pensiero stoico.

                                                                                                                                     GS

 

 

la prostituzione nella Roma pagana

 

Nell’antica Roma così come nel resto di civiltà latina, il maschio attestava l’ingresso nella maggiore età con il suo primo rapporto sessuale. Una pratica diffusa non solo nel mondo latino o greco, il soddisfacimento dei piaceri erano una condizione per mantenere la stabilità nella struttura sociale basata soprattutto sulla virilità dell’uomo. Oggi abbiamo qualche problemino (fortunatamente per alcuni c’è il viagra), ma la mentalità maschilista dominate è sempre quella che frulla.  

 

dipinto murale in un lupanare di Pompei

 Come si legge da una tesi, sicuramente se si fosse girato per le vie o i viali di allora non si sarebbero incontrate donnine seminude in bella mostra, allora sia in Italia che nel mondo la prostituzione si praticava in luoghi chiusi (Lupanari, bordelli), posti addirittura sotto la tutela dello stato. Lo stesso diritto romano regolamento con delle leggi la prostituzione.

Si poteva praticare questo mestiere solo di notte, di giorno non ci si doveva distrarre per non danneggiare l’economia, soprattutto i postriboli erano fuori città. Ancora oggi in molte città europee dove esistono dei Lupanari le donne che vi lavorano sono registrate pagano le tasse è vengono sottoposte a controlli sanitari periodici, al contrario delle nostre dame di compagnia fanno lauti guadagni evadendo le tasse. Le prostitute romane guadagnavano poco ed in più venivano tassate. Trovo scritto che fu Calligola a vedere un buon affare per lo Stato facendone poi un settore d’interesse per il fisco, senza condoni…….

Solitamente le prostitute erano schiave oppure appartenevano a ceti più miseri, la trasgressione è sempre stato come ancora oggi, quindi non era difficile trovarsi a letto con una prestatrice d’opera d’alto rango. Ricordate Messalina? Moglie di un imperatore romano, non era certo la sola. Prostituirsi per molte donne vuol dire soddisfare la propria esigenza erotica traendone astutamente profitto, leggo che a Roma c’erano qualcosa come 32mila prostitute che si vendevano per pochi euro, si ritrovano in stanze piccole solitamente con i muri con dipinti o scritti erotici. Naturalmente, come oggi, non mancavano i prostituti maschi.

 

E non mancavano nemmeno quelli che, come nella nostra società moderna, chiameremmo… “club privés” (lussuosi postriboli siti in abitazioni patrizie), gestiti dalle stesse matrone e ben frequentati dall’alta società, mariti e figli delle matrone compresi.

Società goduriose con sfrenata liberalità di costumi, ma i tempi erano quelli, posti sotto l’alto patronato della Venere Ericina, una divinità importata dalla Sicilia le cui sacerdotesse praticavano la prostituzione come rito religioso, (pensa che dispiacere).

La società romana non mancò mai di esprimere nei fatti la propria spontanea e compiaciuta venerazione.

Per finire, una considerazione su una caratteristica indisponente dell’opinione pubblica romana in tema di comportamenti sessuali: un maschio libero che si concedeva rapporti erotici con un altro maschio, era al massimo considerato semplicemente impudicus, uno sporcaccione; mentre a una povera prostituta venivano affibbiati appellativi che, impietosamente e senza possibilità di equivoci, ne individuavano la professione, rimarcandone l’abiezione; appellativi che si sono trasferiti col tempo nel moderno vocabolario volgare: lupa, dal nome di quella selvaggia e sempre allupata Acca Larenzia che aveva allevato Romolo e Remo; puttana, dal verbo latino putere, puzzare; troia, termine spregiativo che fa riferimento alla femmina del porco; o infine femmina da troiaio, porcile, per indicare quel luogo fetido e lurido dove le malcapitate si prostituivano.

 

dipinto erotico di epoca romana

Nota

Superfluo dire quanto la diffusione di questo tipo di prestazioni sessuali mercenarie, accompagnate dalla mancanza di igiene e di controllo sanitario, abbia favorito il propagarsi di malattie venéree. Celso, affermato medico romano, riferendosi alla Gonorrea, così la descrive: "La regione sessuale va soggetta ad una malattia che è un flusso di semenza, che senza stimolazione erotica, senza fantasie notturne, esce con abbondanza tale da far morire il paziente dopo breve tempo, per consunzione.". Di alcune ulcerazioni sui genitali si dice: "Strane piaghe ulceranti deturpano fortemente ed in modo orribile le parti genitali; possono essere curate con rami di rovo.". Mentre Marziale (riferendosi alla sifilide?) ne parla come di una "malattia vergognosa  che ha distrutto la ghiotta parte."

 

Traggo questo sunto dal sito molto interessante: Storia: eventi e personaggi

Perché mai parlare di prostituzione? Un argomento attuale insieme ai lavavetri, non se ne può più girare per la prima periferia delle città, le cronache non sempre parlano di cosa si nasconde dietro questo mondo conosciuto ma tento ben nascosto, parlo di questo perché oggi passando vicino al cimitero di Cagliari mi hanno fatto notare dove poche settimane fa hanno sgozzato una prostituta.

Non sarebbe meglio se senza falsi moralismi si riaprissero i Lupari? In fondo questo mestiere non smetterà mai.

Personalmente preferirei si riaprissero le case protette, maggiori controlli, meno raket, maggiore igiene. È poi vuoi mettere anche l’occhio vuole la sua parte.

 

  

Ho letto da qualche parte che Innamorarsi fa  e ci rende un po’ strani:

Che ci succede?

Sudorazione, il cuore che accelera, insonnia, poco appetito, la testa tra le nuvole, l’intestino che rumoreggia, sintomi strani sono questi quelli dell’innamoramento, che sia così?

 Sostengono che l’innamoramento può essere paragonato ad una vera e propria malattia (spesso piacevole!) che sia solo uno stadio temporaneo, dopo qualche mese comincia ad affievolirsi;  

Dopo qualche tempo però sembra finisca tutto… che sia questa la famosa  crisi del settimo anno???
Ma il vero innamoramento in fase acuta, quello che ci fa camminare sulle nuvole, quello che ci fa vedere tutto rosa dura solo… duri qualche mese o un paio d’anni!

           Ma siete d’accordo??

 

Ogni cosa muore per tornare alla sua origine;
la vita è un cammino e la morte è un ritorno.

Ma l’eccelso è insieme morte e vita!

 

Mi fermo un attimo guardo le nuvole,  nel mentre in silenzio leggerò i vostri pensieri…………..

                 L’orgoglio

Gli esseri umani non possono essere orgogliosi di loro stessi, perché siamo tutti uguali: siamo esseri umani; gli animali si differenziano per caratteristiche, ambiente, eccetera.

Si può essere orgogliosi delle proprie qualità fisiche o legate al carattere.

Essere fieri di un prodotto.

Essere soddisfatti di un’azione compiuta.

Una buona azione.

Si è orgogliosi di quello che si ha, non di quello che si desidererebbe avere.

Cosa significa essere orgogliosi?

Significa avere delle caratteristiche che altri non hanno.

Fare qualcosa che ti rende contento di te stesso.

L’orgoglio è una specie di carattere che qualcuno ci ha trasmesso.

L’orgoglio si prova quando si è stati coraggiosi, quando hai superato una difficoltà o una paura.

Sì, l’orgoglio ti fa sentire superiore.

Però non significa sentirsi più forti degli altri.

L’orgolgio prima non ce l’hai, poi se pensi a quanto ti sei impegnato ti viene spontaneo sentirti contento di te, anche se non sei un tipo sicuro.

Soprattutto se non sei sicuro.

Si può essere orgogliosi non solo di se stessi, ma anche di qualcosa che fanno gli altri; e allora dici "Sono orgoglioso di te!".

Però c’è anche l’orgoglio ferito, quando si è battuti, per esempio in politica; cala la tua fierezza; queste esperienze servono a non sottovalutare l’avversario.

Quell’orgoglio è paragonabile all’avidità, nel senso di voler avere qualcosa che gli altri non hanno.

C’è un proverbio che dice: "L’orgoglio precede la rovina." Che cosa significa?

Spesso l’orgoglio non viene usato come fierezza, ma come vanità. Ecco perché hanno deciso questo proverbio. E’ il vantarsi che porta alla rovina.

Certi vogliono emulare qualcuno e l’orgoglio li spinge a fare sempre di più, sempre meglio, ma ti porta anche all’esasperazione, che si trasforma in sconfitta e mortificazione.

 

Avevo inserito una nota che poteva apparire polemica, riferita a coloro che per orgoglio chiudo o rendono il proprio blog privato, me ne scuso per chi aveva letto il testo prima della cancellazione, era generico, anch’io sono stato tentato di  farlo dopo aver avuto discussioni cariche di Orgoglio, il mio narcisismo prevale con la voglia di visibilità è confronto…………… Un sorriso                 

si nasce si piange

              perchè ci si ritrova in questo

                                            palcoscenico di matti.

                                                                                       Anonimo

 

Ti regalerò una rosa

     Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo doloreQuando

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

 

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