Luna che all’albeggiar su un cielo terso, sei li come una nube bianca tondeggiante a farti ammirar.
La notte appena trascorsa ti vedeva primeggiare mentre riflettevi la luce di quel sole che ora ti
oscura.
Era così?
Ti vedo io all’alpeggio mentre il gregge va tra i pascoli pieni di rugiada, io coperto, in questa fresca alba autunnale, col mantello di orbace.
O deu deu, ca no seu deusu, ma scetti unu pastori, intentu a badai su greggi, pensu a sa lua, luminosa o oscurada de su splendori de s’amori tu.



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14 novembre 2011 a 18:21
IL PIANTO DI MEHREGIAH
Dolci e candidi versi rivolti alla sacerdotessa Luna..
Che come fumo volteggia elegantemente nella volta celeste..
A passo di danza e con ali tese emette segnali d’amore..
Un caro saluto e serena serata,
Mehregiah